lunedì 19 ottobre 2009

Mongolfiera salva, immaginario alla deriva...

Quel pallone metallizzato, sgonfio e in difficoltà, preda dei venti nei cieli del Colorado, pesca direttamente nell'immaginario comune che spazia da E.T. ai film sui tornado. L'uomo sospeso, preda della natura, la tragedia incombente che può essere sventata ma c'è poco tempo, tutto va fatto in pochi fotogrammi... E poi? Poi ancora più tragico e avvincente se quel pallone nasconde un bimbo innocente, finito lì per gioco e ora di fronte alla prospettiva di una morte immatura.



E' successo dove doveva succedere: in America. Gli USA hanno ciò che meritano. Il pallone sgonfio, la mongolfiera alla deriva che ha tenuto i telespettatori col fiato sospeso, per la quale si è interrotto il discorso del presidentepremionobel era ridicolmente vuoto. Il bimbo a casa, nascosto in garage. I genitori sollevati. Ma candidamente il bimbo ha affermato: "Era per lo show". Mamma e papà sono attori, organizzano reality e potrebbero aver messo su la scena per promuovere un nuovo programma.

Il quarto d'ora di successo di Andy Warhol si fa violento, si fa imposizione, la fiction stupra il documentario, ne prende il linguaggio, confonde le acque. Il reality sta progressivamente impoverendo la realtà (rendendola sempre meno credibile) e dichiarando inutile ogni voluta finzione. Occorre essere veri per essere ascoltati, veri e possibilmente falsi. Ma mai dichiarare di fingere. O si finirà nell'oblio.

Per noi che da bimbi abbiamo vissuto il primo caso italiano di morte in diretta, la tragica fine di Alfredino Rampi caduto nel pozzo, questa storia della mongolfiera del Colorado è un po' un colpo al cuore, la lacerazione di una membrana (sempre più sottile, a dire il vero) che separava realtà e finzione. Qull'anno seguimmo tesi e sospesi una vicenda vera, che riguardava una famiglia vera, una vera tragedia che veramente poteva capitarci ogni momento (quei pozzi nei prati che hanno continuato un pochino a ossessionarci erano ovunque, davvero). Ora i vasi comunicano ma senza criterio e le acque si confondono tragicamente: non abbiamo una bevanda più ricca, tutt'altro... e con questa brodaglia mischiata e indicibile, perdiamo semplicemente il gusto.

"E' la vita che copia la cattiva letteratura" (Ennio Flaiano)

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